ITALIA ANNI '60 - L'ORO DEL CINEMA ITALIANO   di Graziano Marraffa

ANTONIONI

Una sorta di ulteriore seguito sembra essere " La notte " (1960) , seconda opera di Michelangelo Antonioni incentrata sul tema dell'incomunicabilità nella coppia borghese , meno efficace e suggestiva del precedente " L'avventura "(1959).
Giovanni Pontano ( Marcello Mastroianni ), scrittore affermatosi attraverso i romanzi pubblicati da Bompiani, appare come lo specchio serio del felliniano Marcello Rubini, freddo e distaccato in ogni sua azione, tranne che nel breve incontro con Valentina ( Monica Vitti ) , figlia d'un ricco industriale conosciuta durante il party al quale s'è recato con la moglie Lidia ( Jeanne Moreau ).

Il mondo borghese dei primi anni '60, nella visione di Antonioni è ancora più disperato: se ne " La dolce vita " è Steiner ( Jacques Stany ) a suicidarsi , creando in Marcello l'inevitabile perdita d'un punto di riferimento e d'arrivo, ne " La notte " la notizia della morte di Tommaso ( Bernard Wicky ) - amico della coppia e occasionale amante di Lidia- causata da una grave malattia, sarà la molla che farà scattare la confessione di Lidia che al culmine dell'insensata festa dopo il collettivo "bagno vestito" in piscina (scena analoga a quelle de " L'imperatore di Capri "-1949- di Luigi Comencini e " Le infedeli " -1952- di Mario Monicelli ) in una lividissima alba milanese, dichiarerà a Giovanni la totale impossibilità di continuare ad amarlo , emozione morta lentamente nel tempo.
Giovanni, immemore persino delle splendide parole d'amore che un tempo riusciva a dedicare alla moglie, cerca in un ultimo infelice approccio sessuale di raccogliere le briciole della loro unione, ma invano.

Altrettanto meno impietosi saranno " L'eclisse " (1961-'62) e " Il deserto rosso " (1963-'64), capolavori con i quali Antonioni chiuderà praticamente la carriera che nella successiva ricerca di temi e nuove atmosfere riuscirà solo a perdersi progressivamente di film in film.

di Graziano Marraffa

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